Ipertensione arteriosa sistemica e approccio funzionale a Bari
L’ipertensione arteriosa sistemica è una patologia diffusissima che aumenta il rischio di eventi cardiovascolari come infarti, stroke emorragico, stroke ischemico ed il più importante fattore di rischio cardiovascolare globale associato all’età, sesso, fumo colesterolo e diabete. Spesso in questo tipo di pazienti coabita una resistenza insulinica, a sua volta potrebbe portare ad un eccesso di produzione di catecolamine (Adrenalina e Noradrenalina), infiammazione cronica a basso grado, e la sindrome metabolica. Tutto questo altera la risposta vascolare e la liberazione di ossido nitrico quindi ipertensione arteriosa.
L’ipertensione arteriosa è una malattia cronica causata da una alterazione della risposta adattativa da parte del vaso sanguineo alle varie esigenze dell’organismo in termine di aumento o riduzione della pressione, ed è multifattoriale.
— Dr. Eyad Abu Assad
Valori della pressione arteriosa
Valori ideali di pressione arteriosa sono sotto 120 mm/Hg di sistolica e 80 mm/Hg di diastolica. Valori compresi tra 120-129 mm/Hg di sistolica e 80-84 mm/Hg di diastolica rientrano ancora nella normalità, ma in questo caso è necessario un monitoraggio attento nel tempo. Valori tra 130-139 mm/Hg e 85-89mm/Hg vanno tenuti d’occhio perché potrebbero salire oltre i 140 mm/Hg.
Se si rientra in valori fra 130 e 140 mm/Hg è necessario apportare modifiche in termine di stili di vita. La pressione arteriosa superiore a 140 mm/Hg sistolica e 90 mm/Hg diastolica va trattata secondo le linee guida previste per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari e allo stesso tempo, bisogna intraprendere un approccio funzionale finalizzato a scoprire la causa scatenante.
L’approccio clinico
Valutazione degli squilibri e delle disfunzioni:
Per definire le possibili cause di malattia, e non limitarsi ad impostare una terapia medica finalizzata a controllare il segno clinico senza mai risolver il problema, è indispensabile avere una strategia diagnostica funzionale, finalizzata ad avere il maggior numero di informazioni possibile. Ciò deve essere accompagnato da norme generali in termini di Stile di vita capaci di aiutare a prevenire o a ridurre l’aggravamento della malattia, quali:
- Alimentazione studiata e personalizzata finalizzata a ridurre i livelli di Insulina
- Riduzione dell’utilizzo del sodio.
- Sedare il sistema nervoso simpatico mediante tecniche di rilassamento, esercizi di respirazione e training autogeno per il controllo della respirazione ed eventualmente di stati di ansia, nonché l’uso di alimenti sedanti il sistema simpatico.
- Detossicazione. Un programma Detox studiato è personalizzato in funzione delle patologie del paziente e della sua riselienza.
- Utilizzo della dieta mediterranea, e nel paziente obeso o sovrappeso, optare per una dieta chetogenica.
- Assunzione di Vitamina D, che svolge un ruolo fondamentale per le ossa, per il cuore, per il sistema immunitario e regola l’espressione di oltre 200 geni
per il benessere della persona