Che cos’è l’elettrosmog?

L’elettrosmog è una forma di inquinamento ambientale causato dai campi elettromagnetici prodotti da dispositivi ad alta frequenza quali computer, antenne trasmittenti, router wifi, smartphone. Le cariche elettromagnetiche che interagiscono ogni giorno nel nostro organismo potrebbero creare degli scompensi energetici e progressivamente generare degli squilibri nel nostro organismo.

Cominciamo col dire che noi siamo dei campi elettromagnetici e che tutto quello che ci circonda è un campo elettromagnetico: le piante, i minerali, gli animali, le altre persone emanano un loro campo elettromagnetico. Anche gli strumenti creati dall’uomo come antenne, cellulari, elettrodotti emettono campi elettromagnetici. La prima distinzione da tener presente è che si parla di “elettromagnetismo naturale” quando ci riferiamo ai campi generati da elementi della Natura come lo scorrimento delle acque sotterranee, il campo elettromagnetico generato dalla Terra, le faglie telluriche, la luce solare. Si parla invece di “elettromagnetismo artificiale” quando consideriamo i campi elettromagnetici prodotti dagli strumenti inventati dall’uomo come ad esempio gli elettrodotti, le antenne di trasmissione, cellulari, radar e router wifi.
Quello che viene comunemente chiamato “elettrosmog” non è altro che l’insieme delle emissioni elettromagnetiche artificiali cioè le frequenze emanate da strumenti creati dall’uomo e che inondano lo spazio intorno a noi.

Molti campi elettromagnetici artificiali ci creano squilibri perché capaci di interferire nelle nostre comunicazioni cellulari. Ogni nostra cellula comunica con le cellule vicine e soprattutto usa determinate frequenze per riprodursi. I segnali potenti con cui entriamo in contatto interferiscono con questo processo cellulare impedendone la corretta riproduzione.

— Dr. Eyad Abu Assad

Frequenze innocue e pericolose

Le basse frequenze (cioè quelle comprese tra 0 e 100 Hertz, cioè tra 0 e 100 oscillazioni al secondo) sono ben tollerate dal nostro organismo perché non alterano il nostro campo elettromagnetico. Il frigorifero, le lampadine, le prese elettriche domestiche sono dispositivi a bassa emissione di Hertz (si parla in media di 50 Hertz) quindi non sono campi che di per sé possono alterare l’energia delle persone. Altri dispositivi o strumenti creati dall’uomo invece emettono segnali molto più potenti che possono interferire con il nostro campo elettromagnetico. Tra questi cito gli elettrodotti, le antenne di trasmissione, i router wifi, gli smartphone e i televisori. La TV che abbiamo tutti i casa emette 100 MHz (MHz = 100 milioni di Hertz) quindi vuole dire che propaga 100 milioni di oscillazioni al secondo. Il televisore però viene solitamente guardato ad una distanza di circa 2-3 metri quindi la sua emanazione non ci altera o disturba più di tanto.

È importante sottolineare infatti che quello che incide sul nostro campo elettromagnetico non è solo la potenza del segnale ma anche la sua vicinanza. I dispositivi potenzialmente più pericolosi sono quelli che lavorano su bande di frequenza molto alte, stiamo parlando di router wireless, computer e cellulari che emanano circa 3-4 miliardi di oscillazioni al secondo. Questo non li rende pericolosi in assoluto, la loro pericolosità dipende dalla vicinanza che abbiamo con questi dispositivi quando li usiamo. Usare lo smartphone tenendolo vicino all’orecchio è diverso che tenerlo a 20 centimetri di distanza e una conversazione telefonica di pochi minuti è potenzialmente meno pericolosa di una che dura ore. Possiamo quindi concludere dicendo che i campi elettromagnetici vanno valutati nel loro contesto e in base alla vicinanza che abbiamo con loro perché gli effetti sono estremamente diversi.

Suggermenti utili e facilmente applicabili

Come ci possiamo difendere dall’elettrosmog?

Ogni giorno siamo attraversati da un insieme di frequenze derivanti dai vari campi elettromagnetici che ci circondano. Pensiamo ad esempio a quante reti wifi sono presenti in tutti i luoghi dove andiamo, all’uso continuo del cellulare e dei computer.  In più pensiamo che ogni giorno indossiamo scarpe con suole in gomma che non fanno altro che isolarci dal suolo e farci accumulare addosso per giorni tutta la carica elettromagnetica derivante dall’elettrosmog.

Una delle cose più semplici che possiamo fare per difenderci dall’elettrosmog è camminare scalzi perché avendo un contatto diretto con il terreno si scaricano continuamente gli eccessi elettromagnetici accumulati nell’organismo. È buona pratica in casa (o dove possibile) camminare scalzi perché si ha un contatto con il magnetismo terrestre, una radiazione elettromagnetica tellurica naturale che ha consentito lo sviluppo di tutti gli esseri viventi, quindi ha una banda di frequenze che per noi è benefica.

Dobbiamo inoltre cercare di tenere il cellulare non troppo vicino a noi e di limitare per quanto possibile la durata delle telefonate. 
Un altro consiglio per difenderci dall’elettrosmog è di eliminare il più possibile i metalli dalle nostre case perché sono dei conduttori: in camera, ad esempio, un letto con la rete metallica diffonde il segnale dell’elettrosmog su tutta la superficie del letto irraggiando anche tutto il corpo. Un letto realizzato in legno potrebbe essere una buona soluzione per non essere eccessivamente esposti all’elettrosmog nelle ore di riposo.

Anche indossare capi in lana è una buona abitudine perché la lana è un materiale abbastanza isolante nei confronti dei campi elettromagnetici.